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INCRIMINATO perché TACITURNO

INCRIMINATO perché TACITURNO

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Un articolo su “la Repubblica” del 12 – 11 – ’17 ci informa che in quel di Chivasso, cittadina piemontese, il sig. “X” andrà “a processo” perché “taciturno”.

È un reticente mafioso che si rifiuta di confessare ignobili complicità al suo giudice?

Neanche per sogno. È un cittadino, un marito di poche parole che viene denunciato e portato in giudizio dalla moglie, che si ritiene offesa dal di lui comportamento.

“Mobbing” lo definisce l’“esperto” del settore.

La giornalista che ha redatto l’articolo riferisce l’ “intenzione di voler sminuire psicologicamente il coniuge.”

 

E pensare che…

«Il tacere non è silenzio» dice Samuel Beckett.

 

Perché…

«Esiste qualcosa di più grande e più puro rispetto a ciò che la bocca pronuncia. Il silenzio illumina l’anima, sussurra ai cuori e li unisce. Il silenzio ci porta lontano da noi stessi, ci fa veleggiare nel firmamento dello spirito, ci avvicina al cielo; ci fa sentire che il corpo è nulla più che una prigione, e questo mondo è un luogo d’esilio» questo dice il poeta Khalil Gibran.

 

E poi…

«La solitudine» afferma Carl Gustav Jung «è per me una fonte di guarigione che rende la mia vita degna di essere vissuta. Il parlare è spesso un tormento per me e ho bisogno di molti giorni di silenzio per ricoverarmi dalla futilità delle parole.»

 

E non potrebbe essere che…

«Il Mutismo Elettivo è deciso dal soggetto come reazione ad uno stato di ansia eccessivo e non altrimenti gestibile» come dicono, gli psichiatri, del fenomeno?

 

E allora ecco forse perché…

«Ardere di desiderio e tacere» dice García Lorca «è la più grande punizione che possiamo infliggere a noi stessi.»

 

E non sarà forse che…

«Chi tace spaventa» come dice Alda Merini?

 

E sarà vero che…

«Rapinarti del silenzio, non è già un crimine?» come si domanda Guido Ceronetti.

 

Perché, in fondo, potrebbe essere che, come dice Leonardo Sciascia

«Non che la verità non sia bella: ma a volte fa tanto di quel danno che il tacerla non è colpa ma merito.»

 

Perché pare che…

«La virtù principale è: tenere a freno la lingua; chi sa tacere è vicino a Dio» questo pare che abbia detto Catone.

 

E poi…

«Il silenzio non ha mai tradito nessuno» ha detto tale Antoine Rivarol.

 

E il Proverbio Cinese, che dice…

«Se le vostre parole non sono migliori del silenzio, dovreste restare zitti» non vale niente?

 

«Il silenzio» ci ricorda Charlie Chaplin«è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Forse perché non può essere comprato. I ricchi comprano rumore. L’animo umano si diletta nel silenzio della natura, che si rivela solo a chi lo cerca.»

 

Mentre Martin Luther King dice…

«Non ho paura della cattiveria dei malvagi ma del silenzio degli onesti.»

 

E, infine, Madre Teresa di Calcutta

«Abbiamo bisogno di trovare Dio, ed Egli non può essere trovato nel rumore e nella irrequietezza. Dio è amico del silenzio. Guarda come la natura – gli alberi, i fiori, l’erba – crescono in silenzio; guarda le stelle, la luna e il sole, come si muovono in silenzio… Abbiamo bisogno di silenzio per essere in grado di toccare le anime.»

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Le citazioni di cui sopra le ho raccolte da siti internet, – ché non ho sì vasta cultura, – e le ho sistemate in modo opportuno.

Dopodiché vorrei proporre alla vostra attenzione un passo estrapolato dal celebre “Introduzione alla Costituzione” di N. Bobbio e F. Pierandrei.

«…il domicilio è inviolabile come la persona: esso garantisce un bene indispensabile alla libertà individuale, l’intimità della casa, una sfera di vita privata contrapposta alla sfera della vita pubblica, ed è un aspetto di quel diritto che è stato detto incisivamente diritto alla solitudine, senza il quale l’uomo si spersonalizza e si perde nell’anonimo…»

E quindi:

«La nostra Costituzione accoglie questo diritto fondamentale all’art. 21, affermando che tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione

E quindi, mi permetto di aggiungere, anche col silenzio.

E con ciò, “ho detto tutto” dico, con parole del grande Peppino De Filippo.

 

Paolo Molinari

Il 13 novembre 2017

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