17 – SCRITTI SGRAFFIGNATI – XVII parte

SCRITTI SGRAFFIGNATI 

 

Ovvero: 

“non tutti i ladri rubano polli, ma il mondo è pieno di polli che si fanno derubare” 

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PARTE XVII 

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QUANDO DIVENTO PRIMO MINISTRO

(Prima stesura 2014) 

 

Innanzitutto, verrà ritoccato l’attuale anacronistico sistema pensionistico, voce primaria della spesa pubblica. È prevedibile infatti, considerato il crescente aumento dell’età media della vita, lo spostamento in avanti dell’età pensionabile. Alcuni tecnici avrebbero voluto portarla all’età di 89 anni, ma io, signori, io che ho a cuore lo stato sociale, ho ritenuto sufficiente uno spostamento fino agli 80-82 anni di età previo un periodo di contribuzione, calcolato secondo una formuletta da me stesso elaborata, che non potrà essere inferiore all’età del pensionando moltiplicata per un semplice coefficiente correttivo pari a 1,2 cosa che i tecnici e i politici avversi al sistema sociale avrebbero voluto pari a 4,6 dicasi quattro virgola sei!  

Quanto ai trasporti, cosa ci sarà di più bello del vedere torme, frotte di lavoratori e studenti andare di passo veloce se non di corsa per recarsi a scuola o al proprio posto di lavoro? E poi, camminare fa bene in tutti i sensi. Pensate a calzini e calzettoni che potranno essere utilizzati come rimedio per asme, sinusiti, raffreddori, febbri da fieno o da cavallo e per quanto si è già esposto! 

Ovviamente siccome nessun provvedimento può attuarsi senza spesa, si renderanno necessari i seguenti provvedimenti per bilanciare le uscite che il programma di ammodernamento dello Stato sovra esposto comporterà a causa di questo provvedimento. 

Innanzitutto, verrà ritoccato l’attuale anacronistico sistema di inquadramento salariale previsto, come tutti vedono, su una ingiustizia di fondo tipica dei sistemi a scarso o inesistente valore sociale, ovvero, sulla disparità esistente tra lavoratori e non lavoratori. È veramente assurdo che il lavoratore percepisca, “chessò”, ottocento euro al mese, quando il disoccupato non percepisce niente: è una profonda ingiustizia del vecchio sistema dei privilegi, che verrà completamente smantellato in favore di nuove norme più adeguate e attente alla eliminazione delle disparità. 

I tecnici avrebbero voluto il livellamento più assoluto, orientato verso una vera e propria giustizia verso il basso, ovvero, l’equiparazione del gap esistente previo l’azzeramento delle differenze salariali. Rendendomi conto delle incomprensioni, delle reazioni, ingiustificate certo, ma presumibili, che un provvedimento così drastico avrebbe comportato, io stesso ho pensato ad una soluzione alternativa, certo più accettabile, sul modello di quanto ho già disegnato per le pensioni, ovvero, lo scarto tra il salario del lavoratore occupato e quello del lavoratore non occupato non potrà essere superiore al risultato prodotto dalla seguente formula: 

Scarto = salar. lav. occ./salar. lav. non occup. non > 1,2 

Unica e vera soluzione dal contenuto veramente, lasciatemelo dire, veramente giusto, che possa eliminare le ingiustizie create dall’attuale e mai morta giungla retributiva. 

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In lontananza pare che si sentisse un lungo urlo di sirena avvicinarsi. Lo stridio dei freni. I camici bianchi.  

*** 

Avete individuato l’elemento? Avete capito quale sia quella parte del racconto ad aver subito il trattamento di cui ho parlato, mirante, – pena la conclusione di un qualunque lettore, e prima di lui un editore, di giudicare perlomeno poco originale lo scritto, – ad annullare il medesimo? Sono certo di sì. Non vi è sfuggita la incredibile coincidenza, altra incredibile coincidenza, tra quel passo del racconto che fa riferimento alla TELEFERICA come…  

“…la più eccellente e rivoluzionaria idea della modernità…” e il punto del programma elettorale di un *** alle recenti elezioni ***, dove, – così riporta un quotidiano del ***, – all’aspirante sindaco X, che “vuole raddoppiare le corsie dei bus, la Y risponde con la funicolare!”

*** 

La solita strana coincidenza? Certo, che altro “sennò”? Il mondo è fatto di coincidenze e poi nessuno ha, né può arrogarsi, l’esclusiva titolarità di frasi o semplici affermazioni. Questo potrebbero dire i giudici in un processo e questa è la cosa su cui gli autori dello “stupro” contano ampiamente. Intanto, però, il mio amico Opal si è visto ancora una volta costretto a rinunciare ad ogni velleità in un campo che qualcuno pare voglia tenergli il più lontano possibile.

«E le prove?» vi chiederete in molti, «dove sono le prove a sostegno di tali argomentazioni?» Ebbene, actori incumbit onus probandi, le prove stanno nel computer medesimo, come tutti saprete meglio di me, ovvero nei file scritti che mantengono traccia, almeno questo, delle date in cui sono stati redatti.

A questo punto, – nonostante la riluttanza dell’Autore, il nostro Romanioli, che non permetterebbe mai di compromettere “strutture” politiche a lui non indifferenti, – devo comunque proporre alla vostra gentile attenzione, cari lettori, un racconto dal quale non ho dubbi siano state attinte alcune “soluzioni” che, se proprio non concedono il prefigurarsi del “plagio”, certamente lasciano supporre, anzi convalidano la tesi, avvalorano il sospetto, che vedrebbe gli scritti del mio amico, oggetto delle incursioni e quindi di una certa speculazione operata tramite essi, ai danni del medesimo.

 

Il racconto in questione è il seguente, ed è intitolato:

 

IL MILIONARIO 

 

***

 

Alla prossima XVIII puntata.

 

Ciao. Ciao.

 

Paolo

 

 

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