16 – SCRITTI SGRAFFIGNATI – XVI parte

SCRITTI SGRAFFIGNATI 

 

Ovvero:

 

“non tutti i ladri rubano polli, ma il mondo è pieno di polli che si fanno derubare” 

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PARTE XVI 

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QUANDO DIVENTO PRIMO MINISTRO

(Prima stesura 2014)

 

Perché, mi sono chiesto un giorno che pioveva, osservando la struttura a raggiera del mio ombrello, tanti raggi così? Li conto. Sono 8 forse 10. Assurdo mi dico. E penso ai milioni che possono essere risparmiati riducendoli di numero. Non si aprirebbero comunque gli ombrelli e non svolgerebbero egregiamente la loro funzione anche con un numero limitato di stecche? Certo che sì! D’altronde non hanno così ridotto i raggi delle biciclette? E non se ne è avuto vantaggio nella leggerezza? E nelle prestazioni dei corridori? Ma certo, certo, gli ombrelli possono anch’essi e a maggior ragione essere decurtati di un certo numero delle loro stecche, quanti non ve lo so ancora dire con certezza, ché la cosa è ancora oggetto di studio e accertamento, ma, vi assicuro, il vantaggio e il risparmio economico saranno certamente notevoli. E la maggiore maneggevolezza consentirà una più agevole salita sui mezzi pubblici e consentirà un maggior controllo dei nostri amici a quattro zampe al guinzaglio e ci consentirà maggiore destrezza nel raccogliere gli effetti dei loro bisognini, quando nei giorni di pioggia dobbiamo destreggiarci con borse della spesa, impermeabili, gli occhiali che si appannano e col giornale ripiegato sotto l’ascella, che si sfila continuamente e ci cade nelle pozzanghere luride ed infangate, ahimè, triste risultato di politiche insensibili ai veri problemi della gente comune e miranti al conseguimento del solo vantaggio politico dei partiti. E infine, cosa non da poco, le gentili signore non dovranno più affaticarsi con ombrelli di peso assurdo e inadeguato e non soffriranno più dei fastidiosi problemi, che ombrelli di tale fatta producono al tunnel carpale, al gomito del tennista e al ginocchio della lavandaia, cosa che produrrà un notevolissimo beneficio non solo alla salute della popolazione, ma anche e soprattutto ai bilanci della spesa sanitaria. Insomma, consentitemelo, un vero toccasana. 

 

Ed ora, si venga al settimo punto, vero orgoglio e vanto del team, di cui mi onoro essere il massimo esponente.

Gli ascensori. 

Gli ascensori, miei cari signori, non sono azionati dalla corrente elettrica, che viene prodotta dalle centrali elettriche, che abbisognano del petrolio per il loro funzionamento, che, come tutti sappiamo, noi non possediamo e che dobbiamo importare con un notevolissimo esborso di moneta pregiata? Orbene, non sto certo a dirvi quanto vantaggioso sia per il paese il ridurre il consumo dell’energia e quindi il conseguimento di un risparmio nella spesa petrolifera. Come? Semplice. State a sentire. 

Chi ha stabilito che gli ascensori debbano per forza condurci all’ultimo degli scalini del piano cui abitiamo o che vogliamo raggiungere? Se si fermassero uno scalino prima dell’usuale, noi potremmo ugualmente raggiungere il nostro piano senza fatica, producendosi un doppio vantaggio: sul piano fisico, in quanto un po’ di sano movimento non occorre che sia io a dirvi quanto benefico sia; ed economico, il cui risparmio sarebbe presto quantificabile nel modo seguente. 

Considerando che uno scalino rappresenta mediamente 1/18 delle rampe di ogni piano, noi potremo avere un risparmio di eguale portata, per ogni piano di elevazione dei fabbricati. Ovvero, 1/18 per il primo piano, 1/18 per il secondo, 1/18 per il terzo e così via. Quindi, possiamo dire, correggetemi se sbaglio, che per un fabbricato di 5 piani il risparmio ottenibile potrebbe essere di 5/18. Ora, avendo calcolato che nel nostro paese vi sono 730.000 condomini di cinque piani con ascensore, (il calcolo è il medesimo del precedente punto numero cinque,) noi potremo ottenere un risparmio di 730.000 x 5/18 il che equivale, correggetemi se sbaglio, a ben 3.650.000/18 parti di spesa petrolifera risparmiata per il movimento degli ascensori, corrispondente alla 202 millesima parte arrotondata per difetto, il che, non è poca cosa.

E non sarà nemmeno poca cosa, l’effetto benefico sull’economia prodotto dal seguente pacchetto di provvedimenti, mirante al contenimento dei costi di produzione, installazione e manutenzione di alcuni manufatti, che passo immantinente ad illustrarvi senza troppe parole, raggruppati al: 

 

Punto numero otto, ovvero, il provvedimento “pacchetto” così articolato: 

- Riduzione degli elementi radianti dei termosifoni.

Per il contenimento della spesa energetica, i termosifoni dovranno subire un “taglio” degli elementi radianti pari a 1/10 della loro composizione.

- Riduzione del numero delle tegole dei tetti.

È stato calcolato dai miei architetti che una riduzione del numero delle tegole pari ad una ogni 24 non influirà sulla capacità di tenuta delle coperture. Quindi, per il contenimento dei costi di costruzione dei nuovi edifici e del costo di manutenzione degli esistenti i medesimi dovranno subire:

- Riduzione delle sbarre delle celle delle prigioni 

- Riduzione delle traversine dei binari dei treni

- Riduzione dei tasti di pianoforti, fisarmoniche e computer vari

- Riduzione delle pagine dei libri

- Riduzione della durata dei brani musicali

- Riduzione delle vesti di preti frati e suore, con unica eccezione del Santo Padre

- Riduzione della lunghezza dei telegiornali

- Riduzione dell’ampiezza dei fogli di giornale

- Riduzione della larghezza dei rotoli di carta igienica

- Riduzione del numero dei denti delle dentiere

- Riduzione della lunghezza delle stecche da biliardo

- Riduzione della lunghezza del metro campione, del kilogrammo e delle altre unità di misura, con particolare rilievo e importanza al litro campione dei distributori di benzina. Ovvero per ridurre i consumi di carburante porteremo la capacità del litro a 90 cl. E se, come qualcuno mi ha fatto osservare, ma lo verificheremo, risultasse che così facendo poco cambierebbe perché… perché… perché non me lo ricordo, vorrà dire che allora la porteremo a 110.

- Ridimensionamento dell’ampiezza dei sedili dei mezzi pubblici e delle pendenze delle strade, nonché dell’altezza delle montagne, la lunghezza del corso dei fiumi, dei tacchi a spillo, del pelo nell’uovo, dei sermoni alla messa dei morti, del pelo e del vizio dei lupi, delle rondini che fan primavera, dei denti di ogni cerniera, delle sottane della mia cameriera, dei bottoni di jeans e giacchette, dei freni delle biciclette, degli acini dei grappoli d’uva, delle righe dei quaderni di scuola, delle strisce segnate per terra e, dulcis in fundo, dei ricami delle lenzuola.  

Ovviamente siccome nessun provvedimento può attuarsi senza spesa, si renderanno necessari i seguenti provvedimenti per bilanciare le uscite, che il programma di ammodernamento dello Stato, sovra esposto comporterà.

 

***

Quali?

Lo saprete alla prossima puntata! 

Ciao

Paolo

 

 

 

 

 

 

 

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