15 – SCRITTI SGRAFFIGNATI – parte XV

 

SCRITTI SGRAFFIGNATI 

 

Ovvero:

 

“non tutti i ladri rubano polli, ma il mondo è pieno di polli che si fanno derubare” 

* 

PARTE XV 

*  

QUANDO DIVENTO PRIMO MINISTRO

(Prima stesura 2014)

Quarto.

Come quarto punto del mio progetto, miei signori, ho pensato ad una grande innovazione. Una vera e propria innovazione, che porterà notevoli benefici alle casse dello Stato; riequilibrerà la bilancia commerciale, il pil, lo spread e lo squash, ovvero, pensate signori, l’eliminazione del quarto piede! Non vi scervellate a cercare nei vostri vecchi e fatiscenti manuali di economia la suddetta nozione, il suddetto provvedimento: non lo troverete. Non lo troverete talmente è rivoluzionario, talmente è innovativo. State a sentire.

Vi siete mai chiesti, miei cari signori, perché ciò che è possibile fare con tre debba essere fatto con quattro? Perché se posso spendere tre, io debba spendere quattro? Ve lo siete mai chiesto? No di certo. Lo sapevo. Orbene, vi illuminerò. Vengo al dunque.

Dunque, signori, chi ha detto che il tavolo, sì, il tavolo, debba reggersi su quattro gambe quando può tranquillamente reggersi su tre? È scritto da qualche parte? C’è qualche antico manuale che lo contempli, una antica scrittura? Nessuna, signori miei, ve lo garantisco. Non v’è scrittura al mondo che lo prescriva. Non v’è scienza che vi si sia applicata. Nessuno che l’abbia immaginata. Dunque, stando così le cose, dato che non v’è un Leonardo che lo prescriva, che i tavoli debbano reggersi su quattro gambe, ebbene, io stesso, dopo ripetute prove, posso, a ragion veduta, sostenere che i medesimi si reggono anche con tre gambe sole! Tre gambe, signori! Tre gambe al posto di quattro! Ma ci pensate? È un risparmio del 25% sul consumo del noce, signori, del faggio, del castagno e del ciliegio! Pensate, signori, ai nostri poveri boschi, oggi oltraggiati dal taglio indiscriminato, ai giardini, ai parchi finalmente rigogliosi, verdeggianti nuovamente lussureggianti, e grazie a che? Grazie alla più semplice, ma temeraria idea originale, quell’idea geniale nascosta per secoli nella mente dei geni e che oggi finalmente grazie alla mia modestissima intelligenza, viene alla luce e può prendere forma. Dunque, d’ora in avanti, signori, solo più tavoli con tre gambe e, credo di potervelo anticipare, quando la scienza avrà dato il suo passat, quando le prove scientifiche ci conforteranno positivamente, ebbene, concedetemi un piccolo guizzo di gioia, una vampata d’orgoglio, un sussulto di non ipocrita immodestia, ebbene, signori, credo di poter anticipare urbi et orbi, che anche sedie, poltrone, sofà e divani letto potranno seguire identica sorte. E, in un prossimo futuro, chissà che la cosa… il provvedimento non possa essere applicato anche ai rotabili! Pensate, immaginatevi, vedete con gli occhi della fantasia  un mondo fatto di auto, tram, treni, camion, carretti e persino aerei, tutti con tre ruote sole! Non vi nascondo la commozione, signori, d’altronde voi medesimi ve ne sarete accorti, voi stessi avrete scorto quel luccichio nella mia pupilla, indice di commozione per il grande risultato conseguibile dal progetto, risultato che porterà infiniti benefici non solo al nostro paese, ma all’intera umanità, oggi e alle generazioni future. Scusatemi, ma sono… sono letteralmente commosso.

Ma, non indulgiamo ai sentimentalismi… no, non indulgiamo, anche perché è ora che vi esponga il quinto punto del mio, lasciatemelo dire, più che rivoluzionario programma.

State a sentire. 

“Driiiinnn!!!” Signori, quante volte questo, lasciatemelo dire, fastidiosissimo suono ci ha importunato! Ci siamo appena appisolati per goderci la pennichella pomeridiana; ci siamo appena accinti a godere di una dolce compagnia; siamo tranquillamente o nervosamente impegnati nell’espletamento delle nostre funzioni fisiologiche, quando “Driiiinnn!!! Driiiinnn!!! Driiiinnn!!!” Il dannato campanello di casa ci interrompe; si intromette maldestramente nella nostra privacy; ci costringe a sobbalzi che spesso e volentieri richiedono poi costose cure antidepressive, con conseguente riflesso sulla produttività, la spesa sanitaria e in definitiva sulla nostra salute. Ebbene, signori, ho deciso di porre rimedio, di intervenire anche in questo ambito. Ecco come.   

Limiterò, miei signori, la durata dello sgradevole suono in questione; cosa che vorrà significare altresì un notevole risparmio di energia. Una cosa è un suono allungato e lasciato alla, consentitemelo, maleducazione dell’attore, sia esso postino, donna delle pulizie, nonché vicino di casa, che ha dimenticato le chiavi, altro è suono breve e di limitata potenza come un “Toc”. Esatto, signori, ho detto proprio “Toc”. Quel “Toc” di un tempo quando non c’erano campanelli e suonerie di sorta e il segnale era lasciato alla mano leggera, a volte vellutata e racchiusa in un guanto di seta. “Toc”, signori, discreto, educato, romantico e, soprattutto, economico! Ma certo, che avete sentito bene! Ho detto proprio economico.

È stato calcolato dagli economisti miei che, essendo la durata del “Toc” di appena un terzo rispetto a quella dell’odiato “Driiiinnn!!!”, noi potremmo ottenere con tale accorgimento un risparmio di almeno 10.000.000 tep/anno (tonnellate equivalente di petrolio barra anno). Incredibile ma vero! E inoltre. E inoltre, la misura darà un notevole impulso all’occupazione, che vedrà occupati almeno settecentotrentamila giovani, miei signori, che troveranno impiego come, pensate, come produttori di suono! Ovvero, giovani, magari musicisti o cantanti, che certamente saranno avvantaggiati per ovvia maggior dimestichezza con l’oggetto del provvedimento, che verranno impiegati come produttori di “Toc” a comando! Sì, avete capito bene, produttori di “Toc” a comando; settecentotrentamila giovani che a comando faranno “Toc”. Ecco come.  

Intanto, vi dimostro come la cifra di cui sopra non è campata in aria, ma frutto di un semplice quanto preciso calcolo matematico. Siamo, in questo paese, sessanta milioni di persone. Bene. Dato che i nuclei familiari siano composti di 3,28 persone e che in ogni condominio alberghino 25 nuclei, il conto è presto fatto:  

60.000.000/3,28/25 = 731.707,317 che possiamo tranquillamente arrotondare a 730.000. Semplice no? Basta pensarci. Bene. Entrando ora nel merito del funzionamento, ecco spiegato come avviene la cosa. 

Quando la persona che d’ora in poi chiameremo “Petulante”, dal latino “peto” che, come voi tutti sapete, vuol dire “chiedo”, vorrà entrare in contatto con quello che d’ora in poi sarà definito il “Ricevente” non potrà più semplicemente, ma impertinentemente suonare il campanello pigiando il tasto o il bottoncino come si fa ancor oggi, ma dovrà rivolgere richiesta a quello che d’ora in avanti sarà definito il “Tramite” presente dinanzi ad ogni portone del Paese, in inverno come d’estate, di giorno come di notte e nelle feste comandate, il quale si recherà personalmente presso la porta del “Ricevente” ed emetterà il fatidico “Toc” con tutta la discrezione e il tatto previsto per la circostanza. Sì, miei cari signori, che in questo soprattutto consisterà la differenza, perché il nostro “Tramite” avrà il garbo, la preparazione necessaria di adattare il “Toc” a seconda che sia mattino, sera o notte fonda; a seconda dell’importanza, dell’urgenza; ed anche a seconda della personalità del “Petulante”, allorquando uomo rozzo e rude, al quale corrisponderà un “Toc” forte e deciso, nonché, in caso di fine e gentile signora, cui corrisponderà un lieve, discreto, garbato, quando non sensuale “Toc” in modo tale da anticipare al “Ricevente” la qualità, la personalità, cosa non di poco conto, del “Petulante”. 

In questo modo verranno eliminate le scorribande dei ragazzacci, che si divertono a pigiare i campanelli; non avremo le incursioni dei ladri nei nostri appartamenti, i quali non potranno più mettere in atto i loro criminosi disegni affidati soprattutto alla “suonata” per accertarsi della presenza del proprietario; toglieremo ogni velleità dei venditori porta a porta e, infine, potremo anche noi, quando in visita ad un amico o ad un parente, e, perché no, ad un amante, concertare col “Tramite” magari previa piccola elargizione, quel particolare “Toc” tale da essere correttamente interpretato e riconosciuto dal “Ricevente”. Vi pare poco? No signori non è poco, anche perché non è tutto! Perché il nostro è un progetto studiato per portare beneficio a tutti e senza esclusioni. E potevamo, quindi, dimenticare le persone svantaggiate? Coloro che tutt’oggi vengono discriminati da un sistema ingiusto e iniquo, progettato in spregio alle loro necessità e al diritto? Sto parlando, signori, delle persone di statura bassa. Di bassetti, vecchiette, bambini e di citofoni, posti, ahimè, in posizione inarrivabile per loro. Ebbene, col sistema “Toc”, il problema sarà definitivamente risolto. La discriminazione per sempre eliminata. I bambini, le vecchiette e i corti di gamba, di cui sopra, non saranno più finalmente obbligati ad impossibili esercizi di salto in alto o ad ingropparsi pericolosamente l’uno sull’altro, con severo pregiudizio per la salute, la privacy e soprattutto la decenza. Il risparmio sulla spesa sanitaria sarà notevole, ve lo assicuro.

Questa, lasciatemelo dire con un pizzico di orgoglio, è democrazia, vera democrazia occidentale.

Ma non è tutto, signori, perché il sesto punto, state attenti, vi lascerà letteralmente a bocca aperta. Vi direte, signori, «come non averci pensato prima!» tanto semplice e rivoluzionaria è l’idea. State a sentire. 

 

***

Non subito, però, ma…

Alla prossima puntata 

Ciao Ciao Ciao 

Paolo

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